Facebook in the rain

Ho letto una favola dolce e ironica, tutta italiana su Facebook, come cura alla solitudine e alla noia. Vi riporto qui sotto alcune citazioni tratte dal libro “FACEBOOK IN THE RAIN” di Paola Mastrocola.

“<<Ma io secondo te, che devo fare quando piove?>>
<< Potresti andare su Facebook>>
Così le disse. Le venne spontaneo, dal cuore. Lei andava molto su Facebook, le piaceva era rilassante. Ritrovava i vecchi amici, i compagni delle elementari, conosceva qualcuno di nuovo, si raccontava ogni volta agli altri: le spiegò che il bello era proprio che su Facebook potevi reinventarti ogni volta, costruirti una vita nuova ad ogni nuovo contatto. Questo soprattutto le piaceva: costruirsi! Diventare una persona diversa, ripartire da zero.”

“Tutto è possibile. Cambiare nome, stato, identità, vita …”

“Era bellissimo, emozionante, esaltante. Uno si parlava … senza parlarsi! Scrivevi e sapevi che l’altro leggeva subito e rispondeva subito, così anche tu subito leggevi e subito ri-rispondevi. Era tutto un trionfo del subito. Subito qui e adesso. Una vita in diretta. Uno si sentiva subito meglio, subito … collegato. Mai più solo, senza fili.”

“Stava infatti maturando una sorta di senso del dovere rivolto a … Facebook! Pensava di dovergli qualcosa, e che <<lui>> desiderasse da lei una più vasta dedizione, se non totale addirittura. In effetti Facebook comportava per lei un sacco di lavoro, che non poteva certo lasciare inevaso!”

“Ho capito che non si deve uscire dalla rete, signor Baldo! La rete è un posto sicuro, sei protetto come in una tana. E’ solo se ne esci che ti arrivano i guai! Quindi, basta non uscire.”

“Non disobbedire al dio di Facebook, se no lui si sarebbe vendicato. Finalmente aveva capito. E aveva finalmente una vita piena, vera, completamente e soltanto in rete.
Il problema adesso era proprio questo: che stava troppo bene con Facebook, adesso che aveva eliminato quell’intoppo, quell’inopportuno e sviante, ambiguo legame con la realtà.”

Il libro parla della dipendenza da Facebook. La conosci? Sai quanti casi ci sono in Italia?

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